“Si lamentano tutti di come sei diventato, ma nessuno ha il coraggio di chiedersi perché sei così.”Michela,16.

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E ci urleremo migliaia di volte che ci odiamo.
E ci perderemo di vista.
Non ci parleremo.
Cancelleremo i messaggi e perfino i nostri numeri.
E ci diremo che è meglio così,meglio chiudere e dimenticare.
Ma come si fa?
E allora ci daremo degli stupidi.
Ci mancheremo.
Quando non ci saranno più i nostri baci.
I nostri abbracci.
Ci mancheremo.
E allora torneremo.

Urlami pure 1000 volte che mi odi.
Ma vienimi a prendere,sempre.

— Minutrodiaria (via minutrodiaria)
"Avrai vinto quando guarderai dritto negli occhi chi ti ha ucciso e non sentirai più alcun dolore.”

(via michelacanta)

Ho vinto, bitchess.

(via nonvoglioperdertineoranemai)

Ce l’ho fatta.

(via lets-go-for-life)

Non vincerò mai, fallisco ogni giorno..

(via mycomplicatedparadise)

(via cinquedieciduemiladodici)

Ce l’ho fatta, ho vinto.

(via fuckworldiloveyou)

hoancoralaforza:

Non mi posso innamorare, non devo.

"Prima volta? Quante ce ne sono di prime volte?
Tante, tantissime, infinite direi.
La prima cosa che facciamo è nascere, nasciamo e se tutto va bene piangiamo per la nostra prima volta, forse vorremmo tornare nel pancione di nostra mamma, ma non avremmo tutti i torti, qua fuori non sempre è un bel mondo.
Continuiamo le nostre prime volte quando per la prima volta diciamo una parola di senso compiuto: “Mamma”, “Papà” o nel mio caso “Viva”, Viva come il titolo della canzone della canzone che ascoltava mio nonno mentre nascevo, Viva come il nome con cui venivo chiamata sempre da lui, da mio nonno che Viva mi dedicò.
Per continuare questa miriade di prime volte possiamo parlare della prima volta che andiamo a scuola, della prima volta che facciamo veramente amicizia, del nostro primo amore e di quella che ormai è “la prima volta”, non “una prima volta”, proprio “la”, articolo determinativo:
La prima volta che facciamo l’amore.
La mia è stata così:
“Cazzo che tempo di merda”, pensavo, “Marco vorrà andare al mare anche con queste nuvole nere?”.
Lo sapevo, non appena mettemmo piede in spiaggia iniziò a diluviare, tanto che per non bagnarci troppo abbiamo dovuto correre fino a casa.
Eravamo comunque bagnatissimi ma fu divertente e ci ridemmo su.
“Mi ci voleva la pioggia, avevo bisogno di una scusa per portarti a casa!”
Non capivo cosa volesse dire, o insomma, non capivo il perché volesse stare a casa.
Mi portò al piano superiore, quello con la veranda in vetro che amavo tanto e vidi in terra un materasso e coperte di ciniglia celesti, celesti come il cielo.
Ci stendemmo ancora bagnati e guardammo le onde farsi sempre più grandi, il cielo sempre più nero e il vento sempre più forte, era uno spettacolo tanto bello quanto spaventoso. Ma la cosa più bella era rendersi conto che forse quella tempesta, non essendo più dentro me, dovesse essere fuori: In quel momento io dentro me avevo una pace mai avuta prima, mi sentivo tranquilla, amata e quelle braccia strette intorno a me mi facevano pensare di essere davvero al sicuro.
Mi baciò, mi strinse e mi annusò come se il mio odore fosse quello della tua vita.
Mi guardava dritto negli occhi come se, con lo sguardo, volesse parlarmi, come se volesse farmi capire che con me voleva farci l’amore.
“Marco, io non l’ho mai fatto.” Gli dissi in preda ad un po’ di ansia.
“Tranquilla, dimmi solo se ti faccio male.” Mi rispose con gli occhi pieni di amore.
Tremavo come una foglia, sapevo che non me ne sarei pentita, sapevo di amarlo e che lui era quello giusto con cui farlo la prima volta ma il tremore era quasi incontrollabile.
Avevo una camicia facile da togliere, una decina di bottoni. Ad ogni bottone che sbottonava mi dava un bacio, prima sulle labbra, poi sul collo, sulle clavicole e sul petto, proprio sul seno..
“Tranquilla, non avere paura. Ti amo lo sai bene!”
I respiri di facevano sempre più profondi ed affannati, respiravamo dalla bocca ed era quasi difficile parlare.
Era così bello mentre mi guardava e sfiorava le sue labbra alle con e mi baciavi con tanta passione, come se fosse il nostro primo bacio.
Mi stringeva forte, così forte da impedirmi di tremare; un abbraccio strettissimo che intervallava baci e parole dolci: “Sei la cosa più bella che mi sia successa, giuro.”, “Voglio passarci una vita con la mia mano nella tua.”, “Dio se ti amo” e mille altri frasi che mi fecero innamorare sempre di più.
Guardammo fuori, tra le nuvole nere si intravedeva uno squarcio di cielo cobalto, cobalto come le coperte tra cui, per la prima volta, ho fatto l’amore.”
hoancoralaforza, 
Le prime volte.
(via hoancoralaforza)

Ogni volta che lo rileggo mi vengono le lacrime ripensando a quel momento.

(via hoancoralaforza)
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